«L’impianto di lavaggio precedente – prosegue Contessa – era costituito da unità ermetiche che impiegavano il percloroetilene: questa scelta comportava varie problematiche, a partire dalla gestione e mantenimento delle lavatrici a livelli sempre performanti al controllo dell’impatto ambientale e al consumo elevato di solvente. Anche il sistema di carico degli 8 contenitori rappresentava una complicazione perché rallentava la produzione. Prima di tutto bisognava però risolvere il problema della soluzione lubrorefrigerante che sporca i pezzi: in fase di lavorazione ne utilizziamo due, una ad olio intero ed un fluido emulsivo. La criticità maggiore era trovare un impianto di lavaggio che fosse in grado di rimuovere con gli stessi risultati qualitativi ottimali sia l’uno che l’altro fluido durante le operazioni di pulitura dei pezzi».
Una delle caratteristiche innovative del sistema messo a punto da IFP Europe consiste nella possibilità di trattare con la stessa macchina pezzi che provengono da lavorazioni meccaniche nelle quali si utilizzano sia emulsioni lubrorefrigeranti, sia olio intero. In base al principio che “il simile scioglie il simile”, di norma per il lavaggio di pezzi trattati con emulsioni sono preferibili i detergenti a base acquosa mentre per gli oli interi i risultati migliori si ottengono con i solventi. La capacità dei progettisti di IFP Europe è stata quella di studiare un processo di trattamento che potesse trattare con lo stesso agente di lavaggio tutti i tipi di contaminazione, gestendo automaticamente anche le varie tipologie di truciolo.