OFFICINA NEWS
Quanta carta si accumula ogni settimana in un’azienda produttiva?
Quante risorse, tempo, spazio servono per gestirla?
E se ci fosse un modo per ridurre tutto questo a un decimo?
È proprio questa la scelta fatta da IFP Europe, investendo in un sistema semplice ma potente: in un compattatore. Una soluzione concreta per compattare gli imballaggi in cartone, ridurre il numero di viaggi necessari al trasporto e abbattere l’impatto ambientale.
«La sostenibilità non è una dichiarazione d’intenti, ma una direzione chiara – spiega Nicola Guidolin, Operation Manager di IFP Europe –. Questo compattatore fa parte del percorso che l’azienda sta portando avanti con coerenza: migliorare l’efficienza interna, ridurre l’impatto ambientale, semplificare i processi, essere fedeli ad un percorso».
Che cosa succede quando ogni confezione, ogni fornitura, arriva avvolta da metri e metri di cartone? Dove va a finire tutta quella carta? E soprattutto, quanto spazio si perde e quanto lavoro in più comporta?
«Fino a qualche mese fa – racconta Guidolin – avevamo importanti volumi di carta da gestire. Tutta la componentistica che utilizziamo arriva con imballaggi in cartone, un volume di un container al giorno. Per mancanza di spazio e per agevolare il lavoro, abbiamo deciso di acquistare questa pressa, che comprime il cartone e ne fa delle balle più facilmente riciclabili e conferibili. È stata una svolta. In termini pratici, la compattazione riduce il volume del cartone di oltre dieci volte. Stesso materiale, ma meno ingombro, meno movimentazione, meno caos».
Quanti viaggi servivano prima per smaltire il cartone?
«Quello che prima conferivamo in volume – spiega – adesso è diventato meno di un decimo. Prima chiamavamo due o tre volte al mese un mezzo per ritirare il cartone non compattato. A questo si aggiungevano i conferimenti alla municipalizzata, circa dieci cassoni verdi alla settimana. In totale, si parlava di circa 7-8 bilici al mese di cartone sfuso da smaltire.
Da quando è attivo il compattatore, sono passati cinque mesi. E in tutto questo tempo, IFP Europe ha prima accumulato e poi smaltito 30 balle compatte di cartone, ognuna delle quali equivale a più di un intero camion. «Nello stesso spazio dove mettevamo il cartone sfuso disordinato, ora stocchiamo le balle e le conferiamo in trasporti a pieno carico».
Quanto “pesa” davvero ogni viaggio evitato?
«Ognuna di queste balle – continua Guidolin – contiene materiale pari a un intero camion. In questo modo abbiamo ridotto di trenta volte gli spostamenti dei mezzi pesanti che ritiravano la carta sfusa. E non passa più neppure il furgone della municipalizzata, i ritiri settimanali sono stati completamente eliminati». Ridurre i trasporti significa meno consumi di carburante, meno emissioni.
Quanto costa davvero gestire il cartone sfuso ogni giorno e quanto tempo si perde a spostarlo, differenziarlo?
«Con questo sistema – continua Guidolin – risparmiamo spazio, tempo, costi di movimentazione e di trasporto. L’investimento fatto si sta ammortizzando rapidamente. Non produciamo meno carta, ma la rendiamo molto più facile da gestire e da riciclare. In altre parole, più controllo, meno sprechi. Ogni azione che ci consente di consumare meno energia e impiegare meno tempo – conclude Guidolin – è un’azione che va nella direzione giusta, quella della sostenibilità».
Riassumendo: