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Per un produttore di organi di trasmissione meccanica destinati alle principali case europee e globali, il lavaggio non è un semplice “accessorio di processo”, ma un passaggio critico di qualità, costi e sostenibilità. È il caso di Arcoprofil, che ha scelto di abbandonare il tradizionale impianto ad acqua calda e detergenti con bruciatore a gas, per passare a un sistema sottovuoto a solventi e ultrasuoni di IFP Europe, capace di ridurre drasticamente smaltimenti, consumi di gas e contaminazione superficiale dei pezzi.
L’impianto per il trattamento termico con automazione è dotato di un cesto pari a 1.700 mm di fronte, 2.500 mm di profondità e 1.000 mm di altezza con portata di circa 6.000 lt di solvente e carica fino 5.000 kg di peso in camera di lavaggio.
«È stato un cambio di processo non facile, eravamo abituati a tecnologie più semplici», racconta Marco Bolzon. «Ma l’impianto IFP ci ha convinti per efficienza, qualità di lavaggio e coerenza con il percorso di sostenibilità e certificazione che stiamo portando avanti da anni.»